IL FINE è LA SALUTE: IL MEZZO dovrebbe essere LA SANITÀ (non si parla di COVID 19)

La massa degli individui è più sensibile al timore della punizione rispetto alla luce della ragione ed è per questo, che le leggi dello Stato, pur essendo coercitive, educano i cittadini sulla via delle buone abitudini.

Cosa c’entra questa premessa con la sanità?

C’entra, perché in questo caso, pur avendo i cittadini osservato le buone regole delle leggi dello Stato, si scoprono vulnerabili di fronte a un sistema che invece di tutelarli nella sfera più intima della propria persona, li considera come mezzi e non come fine.

Il mercato della Salute

Come saprete tutti la Sanità è materia regionale. Si sente spesso parlare di: budget, tagli, trasferimenti, assunzioni, sussidiarietà orizzontale da parte dei privati. Interessante quest’ultimo aspetto: la nostra Costituzione vuole che la Sanità sia svolta solo dai privati o ammette anche che ci siano enti pubblici a svolgere l’attività sanitaria? Può il potere pubblico offrire la prestazione attraverso i privati? comma 4 art 118 D.Lgs 502/92

Personalmente, nel corso di molti anni, è capitato più volte di dovermi sottoporre ad una visita specialistica e dato che il macchinario si trovasse in ospedale, la prassi comune era: passare prima da visita specialistica in professione privata; scavalcare tutto l’iter di prenotazione presso il servizio sanitario pubblico; essere dirottata direttamente da lì a pochi giorni nel reparto pubblico specifico e nel mio caso sostenere il doppio del costo per di più, a distanza ravvicinata. Ora, se la Costituzione intendesse questo, proprio non so dirvelo.

La mia Regione

Dopo cinque anni disastrosi per la sanità della mia regione mi chiedo, come mai, il Presidente non sia riuscito ad individuare nel suo entourage un professionista tale da poterlo aiutare, dato che ha assunto lui stesso il ruolo di assessore regionale alla Sanità. Mi chiedo anche, come mai, la mia Regione non abbia adottato un piano sanitario regionale entro un anno, termine previsto dalla legge, che permettesse alla regione di accreditare nuove strutture http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/99229dl.htm Il comma 17 dell’art. 1 del D.lgs. 19 giugno 1999, n.229 lo dice chiaramente che non è consentito.

Non raggiungiamo, nei dati del monitoraggio LEA 2018 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3582, la sufficienza su pazienti anziani con frattura del femore che devono essere operati entro due giorni, in quanto la precocità dell’intervento ha un’importante riflesso sulla salute degli anziani.

L’indicatore relativo al numero di esami di risonanza magnetica per cento abitanti non raggiunge la sufficienza, forse le assurde attese incentivano i servizi a pagamento dei privati? Non vanno bene neppure gli indicatori relativi all’area materno infantile, infatti si effettuano troppi tagli cesarei (il Ministero mette la soglia al 20% e siamo al 25,5%) e la quota di neonati pre termine è troppo alta nei punti nascita senza terapia intensiva neonatale (soglia nazionale al 18% e nella nostra regione saremmo al 36%).

Perché regrediamo mentre gli altri crescono?

Il tempo d’intervento nel servizio di emergenza territoriale è di diciassette minuti ed è al limite della media nazionale nonostante ci sia stato un “sovradimensionamento” del personale. Quest’ultima parola fa da ponte ad un’altra nota dolente, quella delle assunzioni irregolari. Il Resto del Carlino di Ancona del 23 aprile 2018, riporta un fatto accaduto nel 2016, http://www.gdf.gov.it/stampa/ultime-notizie/anno-2016/giugno/operazione-easy-job-truffa-aggravata-ai-danni-dello-stato la guardia di finanza ha segnalato all’autorità giudiziaria 53 dirigenti regionali che hanno permesso l’assunzione a tempo indeterminato di 776 lavoratori a tempo determinato con contratti a termine senza svolgere regolare concorso pubblico.

Per ciò che riguarda la mobilità sanitaria, la mia regione nel 2018 ha una perdita di quasi 70 milioni di euro di finanziamento grazie alla “fuga” dei cittadini verso i servizi sanitari di altre regioni, qui potete leggere i dati https://www.marchesanita.it/home/blog/nel-fondo-sanitario-2018-per-la-regione-marche-70-milioni-di-euro-in-meno-per-il-saldo-negativo-di-mobilita

Poi sento parlare del progetto per la costruzione degli ospedali pubblici d’eccellenza, i “Poli” li chiamano, magari con il “buco” dentro, come la caramella. Mentre tutti gli ospedali delle zone montane e interne sono stati ridotti all’osso con evidente desertificazione.

Credo proprio che neanche i Cavalieri di Malta, insieme a quelli della Tavola Rotonda, riusciranno a difenderci.

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