5G: sperimentazione nei piccoli comuni

Già nel coro dell’Antigone di Sofocle (442 a.C.) troviamo un ammonimento sul potere e l’agire dell’uomo:

Con ingegno che supera sempre l’immaginabile, ad ogni arte vigile, industre, egli si volge al male ora, ora al bene

Cos’è il 5G

Una tecnologia che permette la connessione super veloce bypassando fibra, wireless, cavi, con grandi potenzialità soprattutto per prestazioni a distanza, come ad esempio: consentire a medici di operare un paziente oppure più banalmente annaffiare il nostro orto. Lo chiamano “internet delle cose” perché frigoriferi, lavatrici, telecamere di sorveglianza, autovetture saranno autonomi.

Chissà perché proprio loro?

E’stata avviata la sperimentazione di questa tecnologia ad insaputa di molti piccolissimi comuni montani dell’entroterra che non superano i 2.000 abitanti. In Abruzzo: Canistro, Morino, Introdacqua e Civita D’Antino quest’ultimo con 982 abitanti. La tecnologia rende possibile le connessioni super veloci, ma nel frattempo centoventi comuni d’Italia sono stati individuati come cavie. Mi balzano all’occhio dei dati: in Abruzzo ce ne sono undici, in Toscana uno, nel Molise sei, in Emilia Romagna tre, poi ci sono eccezioni come il Piemonte ma potete vedere l’elenco qui, in una delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, https://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/delibera-AGCOM%20231-18-CONS.pdf scorrete tutto il testo perché la parte sostanziale è in fondo. Controllate se c’è anche il vostro Comune. L’obiettivo è di arrivare a coprire l’80% della popolazione italiana entro il 2022. Il 5G divide sui consensi ma politica, università, industrie e istituzioni europee lo applaudono perché porterà 900 miliardi di crescita in Europa e 1,5 milioni posti di lavoro. Ma quanti soldi dovremo spendere in sanità?

Cosa ne pensa la comunità scientifica?

Nel 2017, centottanta scienziati e medici provenienti da trentasette paesi dell’unione europea si uniscono per fare un appello sui potenziali gravi effetti del 5G per la salute umana questo perché saranno implementate le antenne ogni 10-12 case aumentando massicciamente l’esposizione obbligatoria alle onde elettromagnetiche. Gli effetti includono: l’aumento del rischio del cancro, lo stress cellulare, l’aumento dei radicali liberi dannosi, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali nel sistema riproduttivo, deficit dell’apprendimento e della memoria, disturbi neurologici e danni che vanno a coinvolgere anche ciò che mangiamo ossia piante e animali. Direi che abbiamo fatto tombola! Lo studio più grande del mondo svolto nel 2015 in USA sugli effetti di questa tecnologia, https://www.biorxiv.org/content/biorxiv/early/2016/05/26/055699.full.pdf mostra un aumento significativo dell’incidenza del cancro al cervello e degli animali esposti a EMF (campi elettromagnetici in gergo comune) e anche risultati di studi epidemiologici umani che dimostrano danni per la nostra salute. La LINEA GUIDA EUROPA EM-EMF 2016 dice che esiste una forte evidenza tra esposizione a queste onde elettromagnetiche e rischio di malattie quali: tumori, malattia Alzheimer, infertilità maschile e anche difficoltà di concentrazione, problemi del sonno, depressione, mancanza di energie, stanchezza e sintomi d’influenza.Qualcuno direbbe che esistono le linee guida sulla sicurezza ma, sempre nell’appello dei centottanta scienziati si dice a chiare lettere che, in realtà, esse proteggono solo l’industria e non la salute in quanto obsolete. Il documento si conclude, parliamo del 2015, con l’invito all’unione europea a prendere tutte le misure ragionevoli per fermare l’espansione delle RF-EMF (5G + 2G, 3G, 4G e WiFi) finché gli scienziati INDIPENDENTI  non fossero stati in grado di garantire che il livello totale di queste radiazioni non sia dannoso in particolare per: neonati, donne in gravidanza e ambiente.

L’appello degli scienziati dell’istituto Ramazzini ai parlamentari

La rivista scientifica dedica all’argomento la pagina di copertina nel N. 1/2019 con scritto “5G: il nostro appello al parlamento” a pagina quattro c’è un articolo della Dott.ssa Belpoggi, direttrice dell’area ricerca, che parla alla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera per riferire dei suoi studi sugli effetti delle onde elettromagnetiche arrivando alla stessa conclusione dello studio sperimentale americano, avviato nel 2015, dove sono stati evidenziati gli stessi tipi di tumore del cervello e delle cellule di Schwann. L’articolo si conclude dicendo che i governi dovrebbero prendere tempo prima di avviare la diffusione delle onde millimetriche del 5G, in attesa di valutazioni accurate sulla pericolosità di questa tecnologia sicuramente innovativa ma sospetta di comportare problemi sulla salute.

A che punto sono i ponti definitivi per l’installazione? Sono già stati superati dai sessanta satelliti di Starlink?

TIM, l’ex monopolista di Stato, sperimenta questa nuova tecnologia per “servire” le aree montane e rurali con la quinta generazione di connessioni mobili attraverso ponti laser. Ora, non sono più cavie inconsapevoli per molti dei sindaci dei famosi centoventi comuni ma addirittura vengono “servite”. La tecnologia 4G si serve di costosi ponti radio ma, in questo caso, data la “richiesta prestazionale più consistente” del 5G si è “obbligati” a individuare alternative più consistenti. Il 23 maggio del 2019, l’azienda di Elon Musk ha lanciato 60 satelliti di Starlink, che sono solo una piccola parte dei 12 mila programmati per la copertura di internet a banda larga su scala planetaria prevista per il 2027, anche in questo caso gli scienziati che studiano il cielo con i radiotelescopi hanno motivo di preoccuparsi: non potremo più vedere la limpidezza e bellezza del cielo oltre ad avere un inquinamento elettromagnetico globale. A me viene in mente il film Interstellar. Ricordate come va a finire?

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