“SCOMUNITA’ europea”

La minuscola è voluta, mi rigirano in testa le parole ascoltate ieri dal premier Albanese Edi Rama, dirette, forti, lucide, una condanna esplicita nei confronti di un’europa che fa spallucce e che non si interessa della difficilissima situazione che grava su Italia e Spagna, dove la parola comunità appare ora come non mai abusata. L’unione oggi sembra solo un club di vecchi snob che guardano dall’alto dei loro bilanci (solo in parte a posto) i paesi più deboli lasciandoli al loro destino, come se questa peste si curasse con i bilanci.

La Merkel in Germania e Rutte in Olanda con la scusa della pressione sovranista interna e della atavica propensione tutta mediterranea della spritz fiscal economy dell’happy hour, ostacolano la possibilità di fare un passo che sarebbe veramente indice di comunità: la creazione degli ormai indispensabili EUROBOND con lo scopo di finanziare investimenti europei.

Perché la grande Germania non li vuole?

Forse ha paura di perdere la sua figura egemonica da padrona? Vuole continuare a trattare gli altri popoli come i figli della serva? Vuole imporre i saldi per fare shopping dei nostri asset strategici? Beh al diavolo!

La solidarietà è arrivata dall’Albania, con dignità ed eleganza, commozione e gratitudine per quel che l’Italia ha fatto in tempi anche recenti. Gli usurai della Bce, guidati da una vecchia signora francese col tatto di un fabbro che si improvvisa ginecologo ha vessato interi popoli, dando linfa al sentimento dell’antieuropeismo salvo fare un ridicolo passo indietro, mentre la sua amichetta presidente tedesca della Commissione europea ha parlato del nulla, in uno stentato italiano, senza prendere nessuna posizione che portasse sostegno al nostro Paese.

Naturalmente gli zerbini del Nord Europa si sono adeguati alle ambizioni egoistiche del Kaiser Anghela ed hanno rilanciato il loro rigorismo rendendo la vita difficile a tutti quei paesi che si affacciano sul mediterraneo, compreso il boy dell’Eliseo ora ben più mite, con buona pace di Gentiloni.

Torniamo a noi. Sono sicuro che ce la faremo e lo faremo da soli, nei momenti difficili ci rialziamo sempre, dobbiamo toccare il fondo per risalire. Leggo dei salti mortali fatti dai nostri medici, dai sanitari tutti, dagli ingegneri che dalle maschere da sub hanno realizzato dei respiratori, dai volontari con le mascherine fatte in casa, dagli italiani insomma, poi quando questa peste sarà finita spero che con un rigurgito di Italica dignità li manderemo dove meritano.

by Adriano Accardo

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Una risposta a "“SCOMUNITA’ europea”"

  1. Spero solo che alla fine di questo inferno il nostro popolo e i popoli del globo si rendano veramente conto di quanto poco siamo al cospetto della natura ! Mi auguro che le genti cambino veramente !e si spendano per la vita e non per il potere !non è un utopia! se e vero che siamo all’ora possiamo!

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